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Biomonitoraggio della Qualità dell'aria

Approfondimenti:

Gli organismi di monitoraggio

Bioindicatori:

Nicotiana tabacum L. cv. Bel W3-Tabacco(per la biondicazione dell’ozono)

Ordine: Tubiflorae

Famiglia: Solanaceae

Specie: Nicotiana tabacum L.

Caratteri botanici:
E' una pianta annuale alta 1-3 metri, con fusto eretto, robusto, tormentoso e vischioso per le sostanze resinose emesse dai peli ghiandolari;
le foglie sono ovato-lanceolate che, con la maturazione, cambiano colore verso il verde-giallastro e assumono portamento pendente e poi reflesso;
i fiori, raccolti in infiorescenze a pannocchia, sono rosa o rossi; il frutto è una capsula contenente semi piccolissimi (circa 10.000 per grammo) di colore bruno, sferici o ellittici, rugoso-reticolati in superficie, non tossici e vitali per 4-5 anni in condizioni ordinarie di ambiente.

Esigenze ambientali::
Il tabacco è pianta originariamente sub-tropicale e quindi brevidiurna, ma con l'estendersi della sua coltivazione si è adattata al diverso regime fotoperiodico diventando neutrodiurna.
Per germinare ha bisogno di una temperatura di 15°C e di una temperatura di 25-30°C per fiorire.
Ha elevata adattabilità in terreni con diverso pH, tessitura, ricchezza di nutrienti. Rifugge quelli ricchi di sali, soprattutto cloruri.

Tecnica colturale e cure – Semenzaio:
Il tabacco, data la piccola dimensione del seme, l'estrema delicatezza della plantula e le elevate temperature necessarie per germinare e crescere, non può essere seminato direttamente in campo. La semina quindi viene fatta in semenzai riscaldati a fine febbraio (temperatura 18°C). Il trapianto si attua quando le piantine hanno uno sviluppo di 6-7 foglie.

Avversità e parassiti:

Funghi:
Marciume radicale. È provocato dal fungo Thielaviopsis basicola attacca le radici delle piantine appena trapiantate e in semenzaio, in condizioni stagionali di umido e freddo e di terreno con drenaggio difettoso. Le radici manifestano tacche bruno-nerastre che evolvono in marciumi. In seguito all'attacco, le piante colpite rallentano lo sviluppo. Muffa blu. L'agente eziologico è il fungo Peronospora tabacina. La sindrome è caratterizzata dalla presenza di striature necrotiche di colore bruno al di sotto della corteccia. Le piante possono essere affette da grave nanismo e da accecamento della gemma apicale. Tuttavia,l'infezione avviene più facilmente dalle gemme laterali meno protette e dove i conidi si accumulano con le gocce d'acqua. Si sviluppa in un campo di temperature molto ampio con limiti termici di 8° e 39°C con umidità relativa del 70%.

Virosi:
Diversi virus colpiscono il tabacco provocando danni spesso molto gravi. Tra le più diffuse il mosaico, causato dal TMV (Tobacco Mosaic Virus) e la necrosi nervale da PVY (Potato Virus Y). Non esistono mezzi di controllo diretto delle virosi, ma solo mezzi di tipo preven¬tivo: substrato di semenzaio sterile, norme igieniche del personale addetto al trapianto, eliminare erbe spontanee potenzialmente infette.

Piante:
Fanerogame parassite. Il tabacco in campo è soggetto ad essere parassitizzato dall'orobanche (Orobanche ramosa, prevalentemente), pianta supe¬riore che ha perso la capacità fotosintetica diventando parassita di altre piante.

Batteri:
Malattie gravi, ma fortunatamente rare sono la maculatura angolare e il fuoco selvaggio, che si è recentemente visto essere causate dallo stesso bat¬terio Pseudomonas syringae. L'avvizzimento batterico è causato dallo Pseudomonas solanacearum.

Insetti:
Agrotidi (o nottue). La specie più comune in Italia è la Scotia ipsilon, lepidottero le cui larve terricole escono di notte rodendo il colletto delle piante di tabacco trapiantate da poco. Mezzi di difesa biologica sono la pacciamatura con foglie di felce o rami di ginestra; irrorazione con infuso di tanaceto o assenzio, consociazioni con pomodori e sedano. Elateridi (o ferretti). Le larve terricole dei coleotteri del genere Agriotes attaccano il tabacco penetrando nella porzione sotterranea delle piante trapiantate. Nemici naturali sono gli uccelli, le talpe, i toporagni. Afididi. Gli afidi infestano le parti aeree delle piante, prediligendo le parti più tenere della vegetazione. Essi provocano un generale indebolimento della pianta e l'imbrattamento della vegetazione dovuto alla produzione di melata; possono, inoltre, essere vettori di virus fitopatogeni.

La difesa naturale avviene ad opera di insetti predatori (Coleotteri, Coccinellidi, Ditteri, Acari). In caso di infestazioni importanti si ricorre al trattamento con prodotti a base di piretro, infuso di foglie di tanaceto,assenzio o rabarbaro, soluzione di sapone in pasta, trappole cromotropiche, consociazioni con piante ad effetto repellente (lavanda, santoreggia).

Nematodi:
La presenza di nematodi è evidenziata da una colorazione clorotica, via via sempre più gialla, e da una perdita di vigore della pianta. Sono visibili sintomi sulle radici quali appassimento, lesioni, nodosità e anomala formazione di ramificazioni. Il danno compare in concomitanza di periodi caratterizzati da stress idrici o attacchi funginei. Gli interventi si effettuano pre-semina con fumigazioni o solarizzazione ed utilizzando terricci sterilizzati. Consociazioni con tagete, calendula, rudbeckia.

Tecnica colturale e cure – Semenzaio:
Il tabacco, data la piccola dimensione del seme, l'estrema delicatezza della plantula e le elevate temperature necessarie per germinare e crescere, non può essere seminato direttamente in campo. La semina quindi viene fatta in semenzai riscaldati a fine febbraio (temperatura 18°C). Il trapianto si attua quando le piantine hanno uno sviluppo di 6-7 foglie.

Raccomandazioni generali:
sterilizzazione dei semenzai;
eliminazione dei residui colturali;
ubicazione idonea dei semenzai con buona insolazione, ventilazione e drenaggio delle acque;
evitare l'eccessiva densità di piantine a mq;
ispezionare le piantine prima del trapianto;
distruggere le piantine rimaste in semenzaio dopo il trapianto in quanto non protette con trattamenti;

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